#StopGRABOVOI

#StopGRABOVOI

Stronzi. Luca e Riccardo sono due stronzi. Ma non stronzi come possiamo esserlo io e te che stai leggendo, loro sono stronzi davvero. Questi due stronzi, che sono poi quelli di WannaBeBuddha, si sono macchiati del peggiore dei crimini: hanno mancato di rispetto nientemeno che al Signore! Hanno deriso Gesù! No, non quello di Nazareth, intendiamoci, ma la versione nuova, la seconda venuta del messia, il Gesù 2.0, il Maestro, il Portale, il Resuscita-morti: Grigori Petrovich Grabovoi. Non ci hai capito niente? Vediamo di far chiarezza e di partire dall’inizio.

il Gesù 2.0, le origini del mito

Grigori Petrovich Grabovoi nasce, o meglio scende dalle stelle, un freddo giovedì di novembre 1963 nel simpatico villaggio di Bogara, in un’amena regione del Kazakistan meridionale. Giovedì, il giorno di Giove, Re dei pianeti, il più grande, il più imponente… E poi Bogara, Bog, Dio in russo, e Ra, dio del Sole… coincidenze? Non credo proprio. Ma andiamo avanti. A Bogara, scaldato forse da un bue ed un asinello, il Nostro cresce a pane e umiltà: già dalla nascita la mamma tende ad identificarlo con Gesù Cristo. La signora Grabovoi vede nel pargolo il frutto di un concepimento miracoloso, il che mette Grigori a pieno titolo nel club dei nati con intervento divino, insieme tra gli altri a Gengis Kahn e allo stesso Gesù. Non è dato sapere purtroppo se anche il babbo, il signor Grabovoi, sostenesse l’intervento del Signore e non di un signore. Ad ogni modo la signora scrive al Papa, in Vaticano, per aggiornare il vicario di Dio che il suo superiore ha appena sfornato un nuovo portavoce ufficiale. La lieta novella non pare però sortire l’effetto sperato e non risultano stelle comete e carovane di Magi a celebrare il lieto evento. Allevato dalla misurata e modesta madre Grigori crescerà un po’ in sordina, un po’ come Gesù (coincidenze?), questo almeno fino a quando non inizierà a dare i numeri

Quando Grigori inizia a dare i numeri

Ad un certo punto della sua vita Grigori, forse un tantinello influenzato dalla madre, inizia a riconoscersi nel ruolo del nuovo messia. È qui che inizia a dare i numeri. Letteralmente! Grabovoi si mette a inventare sequenze numeriche che hanno i superpoteri e che danno la possibilità al Nostro di fare di tutto, ma proprio di tutto, roba da far impallidire Zeus e Thor messi insieme, roba tipo:

  • Allargare, creare e modificare pianeti
  • Curare malattie mortali
  • Resuscitare i morti

Io gli credo proprio, spero che tu che leggi non vorrai mica fare lo scettico davanti a cotante evidenze. In un attacco d’umiltà Grigori Petrovich Grabovoi arriva a dire, riferito alla sua umile persona, che…

“Io sono una struttura tale, che posso cambiare l’intero universo con un semplice pensiero”

Grigori Grabovoi, citato da un suo portavoce illuminato.

Come fare a non amarlo? Insegnaci maestro, illuminaci!

I bambini sono stronzi

Passano gli anni e Grabovoi continua a dare i numeri, sempre di più. Ma ecco che si presenta l’occasione di mostrare al mondo i suoi superpoteri, di dimostrare che le sue sequenze numeriche non sono fuffa come sostengono i detrattori. Nel settembre del 2004, a Beslan, nell’Ossezia del Nord, terroristi occupano una scuola. Quando le forze speciali russe fanno irruzione parte una strage terribile e 186 bambini perdono la vita. In questo buio di disperazione fa però capolino una luce, Gregori-Gesù 2.0 che, previo pagamento di una modica cifra (meno di 2000 euro, stando almeno all’articolo della BBC che trovi qui) promette di riportare in vita i bambini morti. I bambini però sono stronzi, e una volta tornati in vita continuano a comportarsi da bambini: giocano a nascondino, nessuno li vede e per il resto del mondo i bambini morti restano morti.

La condanna

Tra genitori adirati e un’intera popolazione indignata che reputa incomprensibilmente Grigori un avvoltoio senza scrupoli, parte il processo a Grabovoi. Il Messia kazako viene riconosciuto colpevole di 11 capi d’accusa, per aver raggirato a scopo di lucro i genitori delle giovani vittime e per aver creato un sistema piramidale (con al vertice lo stesso Grabovoi) di guaritori / truffatori. Proprio come Gesù (coincidenze? Io non credo) anche Grabovoi subisce una condanna: verrà infatti condannato ad 11 anni di carcere (per leggere qualcosa in più sulla condanna andate qui e qui). I processi però non sono i luoghi giusti per valutare un sant’uomo come il profeta di Bogara… sarebbe bastato anche solo un bimbo resuscitato per schivare la sentenza. Ma il Nostro è timido, che ci volete fare?

La denuncia a Luca e Riccardo

Passano gli anni e il popolino ancora non riconosce in Grabovoi il nuovo messia. Tra gli stronzi che si ostinano a supporre che si potrebbe trattare di un ciarlatano ci sono appunto i ragazzi di WannaBeBuddha, che in un video (imperdibile) deridono il Gesù di Bogara ed i suoi italici seguaci. Il video lo potete vedere qui.

Ecco che arriva però il colpo di scena, Luca e Riccardo vengono raggiunti da una denuncia, verrebbe da pensare da parte non da Grabovoi stesso ma da suoi sostenitori. Si dirà “bene, così imparano a deridere quel sant’uomo di Grabovoi…”. E invece male, anzi, malissimo! Ma dico, hai forse dimenticato com’è andato a finire l’altro processo? Quello con Grabovoi mandato a calci in prigione in Siberia? Vorresti forse che succedesse la stessa cosa? E cosa sarebbe bastato invece per scagionare Grabovoi e i suoi seguaci? Ci stai arrivando? Esatto! Uno straccio di prova! Una cosa semplice, tipo un bimbo che resuscita!

E adesso che si fa?

Adesso basta fare in modo che il processo a Luca e Riccardo finisca in un nulla di fatto, aderire a #stopGRABOVOI e supportarli, magari anche economicamente. L’aula di un tribunale non è luogo per il nuovo Gesù e per i suoi apostoli, poiché zittire due blogger, magari aggrappandosi a un qualche cavillo, non è certo opera di uno che può cambiare l’intero universo con un semplice pensiero. Forza Grigori, riporta in vita un bambino di Beslan, mostra al mondo i tuoi poteri! Non vorrai mica che altri stronzi facciano vacillare anche a noi la fede nei tuoi indubbi poteri e che qualcuno possa addirittura vederti come un ciarlatano come tanti?

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