La carica dei 12’708

La carica dei 12’708

A quante persone sane di mente potreste riuscire a far firmare una petizione che chiede a Trump, alle forze militari russe ed a tutte le forze dell’ordine e militari italiane di unirsi in una sorta di crociata golpista per rovesciare il governo italiano, nazionalizzare in modo coatto le banche (nazionalizzarle a nome di quale paese poi, Russia? Stati Uniti?) ed indire nuove elezioni sotto la supervisione magari proprio della nuova giunta militare autrice del colpo di Stato per salvarci, udite udite, da un altro colpo di Stato? Se pensate che non riuscireste a mettere insieme più di quattro gatti… continuate a leggere! 

Tento di mettermi nei panni dei promotori di questa ipotetica petizione. Mi immagino lì, fermo coi fogli da far firmare in mano. Le idee si accavallano, una petizione del genere è inverosimile, infantile forse, sicuramente irrealizzabile per una infinita serie di motivi. Quando mai ha avuto luogo poi il presunto colpo di Stato da debellare? Sembra folle anche solo prendere in considerazione una porcata del genere, chi mai la firmerebbe? Davanti a queste prime considerazioni rimarrei scoraggiato. Sarebbe più facile farsi aprire la porta di domenica mattina presentandosi come un testimone di Geova in vena di chiacchiere.

Proprio quando lo sconforto di fronte ad una missione impossibile prende il sopravvento, bisogna ricorrere all’arte del complottismo, ovvero quel meccanismo che fa prendere sul serio anche le fesserie più mastodontiche, dando in cambio la piacevole sensazione di essere più svegli degli altri.

  • Problema: la petizione è insensata, folle o sciocca?
  • Soluzione: basta infarcirla di teorie complottiste, metterci una spruzzatina di Bill Gates ed un po’ di sapore NoVax, alludere al fantomatico Deep State e l’amo al quale i più boccaloni tra i complottisti abboccheranno è pronto.

Sembra quasi di parlare di questa iniziativa. Ebbene sì, una petizione del genere esiste davvero! Le teorie cospirative che fanno da calamita sono innumerevoli, si va dalla “presunta pandemia” alla “demolizione economica, mentale e fisica” ai danni degli italiani, passando ovviamente da Bill Gates coi suoi vaccini killer. 

A mettere nero su bianco l’improbabile petizione è stato un gruppo ristretto di persone, sei in tutto. Sei individui ancora liberi, così si definiscono. Qualche maligno potrebbe pensare che l’enfasi con la quale viene usato l’avverbio ancora sembrerebbe suggerire che sia fonte di stupore il fatto che ancora nessun istituto di sanità mentale abbia ritenuto doveroso un ricovero per accertamenti. Ma chi sono questi impavidi eroi ancora liberi? Colti forse dal pudore tipico dei supereroi Marvel, questi paladini della libertà hanno preferito rimanere anonimi, firmandosi unicamente con delle iniziali, ovvero D., R., S., S., T., T.

Sul sito dell’ardita iniziativa sotto la voce “chi siamo” troviamo poche ulteriori informazioni. D., R., S., S., T. e T. ci fanno sapere che non solo non è importante conoscere le loro identità (forse non vogliono generare invida per cotanto acume) ma che anzi, nemmeno è necessario conoscerne i titoli accademici, i diplomi o, figuriamoci, le competenze! Ecco, nel complottismo parlare di merito, competenze e titoli accademici è come bestemmiare in chiesa ed anzi, va tenuto a mente, vantare una totale ignoranza su un determinato argomento è titolo preferenziale. Questo ovviamente salvo che un qualche accademico supporti la teoria di complotto di turno, in tal caso il suddetto personaggio viene innalzato al rango di “Esperto Totale” e le sue posizioni diventano comandamenti indiscutibili (sia lode al principio di autorità, inesistente per la scienza ma un mantra per il complottista). 

Con questa brillante petizione gli autori puntano in alto. Molto in alto. Arrivano ad inviare l’appello sul portale della Casa Bianca, We the People. Obiettivo: raggiungere le 100’000 firme per far passare la petizione al vaglio dei consulenti del presidente americano.

L’armata Brancaleone della libertà mancherà però l’obiettivo, e l’appello a Trump raggiungerà allo scadere del mese di tempo solo 12’708 firme. Sebbene questo numero possa sembrare irrisorio, ed in parte lo è, mostra come le teorie cospirative riescano ad attirare persone che forse, in assenza delle proprie convinzioni complottiste, avrebbero forse qualche dubbio su una petizione tanto assurda. Chi ha firmato la petizione non ha infatti battuto ciglio di fronte ad un piano totalmente inverosimile. Non si è scomposto nemmeno davanti all’auspicio che l’esercito usi violenza contro lo Stato (nel testo della petizione l’uso della violenza è previsto ma, e qui citiamo le esatte parole, “(con esclusione di utilizzo di armi di distruzione di massa) in maniera EFFICACE e, per quanto possibile, CONTENUTA”). Chi ha firmato non ha nemmeno colto il fatto che…

… l’ordine esecutivo citato dai promotori di questa raccolta firme punta a colpire le persone che si rendono colpevoli di specifici crimini come la violazione dei diritti umani e la corruzione, e non le politiche sanitarie e/o emergenziali.

Italia chiama Trump risponde, butac.it

Insomma, quando il complotto si fa grosso, e diventa a pieno titolo un bel complottone, il complottista risponde. Qualcuno potrebbe parlare di “solo 12’708 fessi”, io preferisco parlare di 12’708 cittadini diversamente consapevoli che in balia di una comunicazione che percepiscono come alternativa (e inspiegabilmente corretta e vera a prescindere) sono disposti a giocarsi tutto. Anche la faccia.

Piccole note saporite:

L’iniziativa si avvale della piattaforma creata dal cattivissimo Obama (sua infatti l’amministrazione che ha messo in opera la piattaforma We the People) per chiedere aiuto al buon Trump (sua l’amministrazione che cancellò tutte le petizioni attive sul portale il primo giorno di insediamento).

Per far circolare il più possibile la raccolta firme e chiedere così aiuto alla Russia (Stato libero più di quelli schiavi dell’unione europea, ci dicono gli astuti autori della petizione) i promotori si avvalgono di Facebook, piattaforma disponibile liberamente in tutta Europa… ma non altrettanto libera in Russia, dove lo Stato lotta a favore del controllo totale delle informazioni!

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