DeDonno, Pillon e l’attacco dei cloni

DeDonno, Pillon e l’attacco dei cloni

Immaginate di avere qualcuno che appena pubblicate qualche cosa corre a sostenervi. Qualcuno che non solo la pensa come voi, ma che proprio vi loda incondizionatamente. Uno che magari vi assomiglia pure e che vi osanna. Un clone insomma, che vi sostiene manco foste voi stessi. Non sarebbe fantastico?

Dev’essere quello che ha pensato Giuseppe DeDonno, medico che grazie alle sue posizioni su plasma e Covid è diventato rapidamente un volto noto della cronaca. Per alcuni è diventato un vero e proprio simbolo, osannato e condiviso anche in ambienti NoVax come un super eroe. Non a caso lo stesso DeDonno, nel suo profilo Facebook, si presenta con un incantevole armatura da Iron Man:

Orbene, il Dottor DeDonno, uomo di scienza per professione e schivo ed umile per indole (almeno così sembra presentarsi), si inventa un alter ego che neanche Bruce Wayne: in uno slancio di fantasia crea niente meno che Joseph Dominus, rinomato biologo di Atlanta! Grazie a questo finto profilo Giuseppe inizia a lodarsi e complimentarsi da solo. Tra coloro che hanno trovato sospetto il quasi omonimo di DeDonno che, dall’altra parte dell’oceano, incensa il medico mantovano peraltro in italiano, troviamo Selvaggia Lucarelli, la quale, una volta trovato sul profilo di Joseph Dominus un numero di telefono, chiama per capire chi sia il fantomatico medico di Atlanta. Al telefono di Joseph risponde però… Giuseppe DeDonno! Il medico inizia una sensazionale arrampicata sugli specchi per spiegare come mai un biologo di Atlanta dovesse usare il suo numero di telefono. L’esilarante telefonata descritta dalla Lucarelli va letta per intero, la trovate a questo link.

Smascherato insomma dalla Lucarelli e trascorso un giorno forse a meditare come salvarsi la faccia, il buon DeDonno escogita un piano infallibile: dire che il profilo falso era solo un curioso, e non meglio precisato, esperimento…

Quindi il medico ammette di aver creato un profilo falso, di averlo usato e di essersi pure fatto i complimenti da solo. Non per vanità o schizofrenia, sia chiaro, solo per fare un esperimento! Qualcuno potrebbe alzare più di un sopracciglio, trovando la pezza peggiore del buco, ed infatti la stessa Lucarelli si mostra scettica in questo post su Facebook.
Sotto il post di DeDonno spuntano però messaggi di sostegno dei vari follower, ed anche insulti alla povera Lucarelli, rea di aver messo in dubbio la rettitudine del paladino del plasma:

Prima di DeDonno anche altri personaggi sono caduto vittima della tentazione di creare cloni pronti ad incensare ogni post pubblicato sul profilo ufficiale. È dell’anno scorso la strepitosa performance del senatore Simone Pillon, fervente sostenitore della teoria del gender e delle malefiche lobby gay, che scordatosi di fare logout prima di auto incitarsi, scrive un esaltato “Forza Simo!” sotto le sue stesse parole:

Anche Pillon, una volta compresa la gaffe, ha messo in piedi un’improbabile linea difensiva descritta in dettaglio da Nextquotidiano qui, ed anche in questo casi i sostenitori non hanno messo in discussione il loro guerriero senza macchia.

Qual’è quindi l’insegnamento di queste vicende?
DeDonno e Pillon, loro malgrado, ci impartiscono un’importante lezione: nel mondo del complottismo i sostenitori si trasformano in fan sfegatati, i quali anche davanti ai più evidenti scivoloni dei propri idoli rimangono impassibili e fedeli. Anzi, il fan del complotto attacca chi osa mettere in dubbio la totale buona fede dei suoi beniamini. Il Complottismo ha infatti forma fideistica, dove non importano le prove, i fatti o i dati, ma il credere a prescindere. Guai a mettere in discussione il messia di una qualsiasi teoria cospirativa, anche solo con una blanda critica: i messaggi di scherno ed insulto non si faranno attendere… e non ci sarà nessun Joseph Dominus a difendervi!

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